Milano ti voglio aperta, giusta, di tutt*

Milano ti voglio aperta, giusta, di tutt*


Questa è una candidatura collettiva.
Nasce dai quartieri, dalle piazze, da chi non riesce più a restare. Non è una proposta calata dall'alto: è un desiderio collettivo. Se anche tu hai qualcosa da dire su come vuoi che sia questa città, sei già parte di tutto questo.
Milano non è in crisi per mancanza di ricchezza. È in crisi perché quella ricchezza non arriva a chi la produce. Chi regge questa città, chi la pulisce, la cura, la insegna, la consegna, la costruisce, non riesce più a viverci. Vogliamo passare dalla città della finanza alla città delle persone. Una città pubblica, che torna a decidere su case, servizi e spazi invece di lasciarli al mercato, e che redistribuisce la ricchezza che produce. E che chiede a chi guadagna da Milano, con i grandi eventi, il turismo e la rendita immobiliare, di restituire una parte di quello che prende, per finanziare case, servizi e spazi per tutte e tutti.

Non partiamo da zero. È la Milano popolare, democratica e antifascista degli scioperi sotto l'occupazione e dell'insurrezione del 25 aprile. Ed è una città che è sempre cambiata così: quando quello che le persone costruivano insieme è entrato nelle istituzioni e le ha trasformate. I Gruppi di difesa della donna sono nati qui nel 1943 e una delle fondatrici, Giovanna Boccalini, ha portato quell'esperienza nella giunta Greppi per occuparsi dell'infanzia. La sede della Legione Muti, occupata dai partigiani alla Liberazione, è diventata il Piccolo Teatro, il primo teatro pubblico d'Italia.

È una storia che continua. La si è vista nella folla sotto la pioggia il 25 aprile 1994, nella Mayday Parade del 2001, nelle duecentomila persone in piazza Duomo per la 194 nel 2006. E continua ogni giorno nei consultori e negli ambulatori popolari, nei centri sociali e nelle biblioteche, nelle cooperative, nelle società sportive, nelle reti di vicinato e nelle comunità arrivate da ogni parte del mondo.
Le proposte che trovate qui nascono da lì. Sono il sapere di chi questa città la tiene in piedi e sa già come renderla migliore. Vogliamo portarlo dentro le istituzioni per cambiarle, come è già successo.
Partiamo da tre priorità. Politiche capillari che rendano ogni quartiere un posto in cui si vive davvero. Perché a Milano si può ancora vivere, ma solo se lo facciamo insieme.

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